CONVEGNO INTERNAZIONALE

 

-  Will Davis  -

UN CONCETTO DI ENERGIA IN PSICOTERAPIA? *

Nuova fisica, nuova psicologia e visione reichiana

 

Un concetto di energia in psicoterapia rimane una questione aperta, ma ci sono molte domande senza risposta in psicoterapia: per esempio l’ubiquitario termine “Sé”. Il dizionario di Psicologia dell’American Psychological Association dice che: «l’uso del termine, in psicologia, è estremamente ampio e manca di uniformità», al punto che alcuni sostengono che non ci sia un Sé, ma solo una fluida riorganizzazione dei tratti di carattere all’interno della persona in relazione alla specifica situazione. Comunque sia definito, si discute anche dove sia situato il Sé o persino se esista. Di solito si considera il Sé collocato a livello corticale, ma recenti ricerche pongono il Sé all’interno del tronco cerebrale. Altri parlano di un Sé incentrato sul corpo. Allo stesso modo, anche il concetto di energia non è stato scientificamente provato, ma neanche il transfert, l’identificazione proiettiva, l’introiezione ecc. Ciò che è importante è che in qualsiasi terapia orientata al processo è necessario un modello energetico. Qualcosa deve muoversi all’interno della persona perché il cambiamento avvenga. La terapia della Gestalt parla di energia, la Psicologia Positiva parla di “flusso” e l’ultimo libro del ricercatore D. Stern è intitolato Vitalità. Anche all’interno del comportamentismo, un articolo pionieristico nel 1970 usava il termine “entropico negativo” per spiegare come avviene l’apprendimento. Bisogna venire a patti con il fatto che non si può fare una psicoterapia in profondità senza un modello energetico o dinamico. Senza un modello di un processo primario più profondo al lavoro, la psicoterapia è limitata alla compensazione, adattamento, comprensione cognitiva di un compromesso, a una riluttante accettazione.

Energia vitale: l’approccio di Reich

L’energia vitale non è stata provata, ma può essere dimostrata e, più importante, sperimentata.
C’è una differenza tra essere morti e vivi. Quella differenza è la forza vitale, qualunque cosa sia: non significa che non esista solo perché non la comprendiamo. Wilhelm Reich rimase interessato al concetto di libido di Freud per molto tempo dopo che altri lo avevano ridotto a un termine generalizzato e senza senso. Il risultato di questa sua fedeltà a Freud fu l’esplicitazione del fatto che c’è una forza all’interno dei viventi, proprio come c’è in tutta la natura, in tutto il micro e il macrocosmo. Egli ha chiamato questa energia “orgone”. Reich fu duramente criticato per aver formulato questa teoria di un’energia universale che funziona ubiquitariamente. Può darsi che si sbagliasse su varie cose, così come Freud. La cosa importante è che entrambi hanno cercato di presentare una comprensione profonda per ancorare la psicoterapia a un terreno primario e costruttivo.

 

La pulsazione

Una delle caratteristiche principali dei concetti di orgone di Reich è la natura pulsatoria della forza vitale. In salute c’è un flusso costante di energia vitale dal nucleo della persona alla periferia (e a volte oltre, come nel vincolo e nell’attaccamento) e poi di nuovo indietro al nucleo (il Sé?). Malattia, disordine, disfunzione, provengono dalle interruzioni e interferenze che si interpongono a questo flusso naturale. I disturbi fisici e psicologici sono i prodotti di queste interferenze, nel tentativo di rimanere sani in un ambiente malsano. È interessante che i modelli pulsatori siano abbastanza comuni in psicoterapia: il concetto di figura/sfondo della Gestalt, le “pulsioni” del processo evolutivo di Freud, il modello della Mahler, (i movimenti in avanti e indietro del bambino in relazione alla madre attraverso la separazione, l’individuazione e l’indipendenza), la teoria delle Relazioni Oggettuali. Tutti sono basati sul concetto di un flusso naturale verso il fuori e il dentro, da sé all’altro, dai regni interiori alla realtà esteriore e di nuovo indietro. Questa comprensione di come i disordini psichici e somatici nascono simultaneamente dalla stessa fonte, risolve l’enigma di Freud del “misterioso salto” dalla psiche al soma. Come potrebbe un pensiero/convinzione causare ulcere, paralisi isterica, infertilità? Come potrebbe la mente avere un effetto sul corpo? Perché i trattamenti psicosomatici funzionano? Per il fatto che Psiche e Soma sono due forme di una forza sottostante al lavoro che simultaneamente si ripercuote su entrambi, a seconda del movimento pulsatorio della forza vitale stessa.

Nuova fisica, nuova psicologia e visione reichiana

È interessante notare come dopo la morte di Reich ci siano state diverse scoperte in fisica e chimica che sostengono i suoi concetti energetici invece di confutarli. La scoperta dell’energia oscura e della materia oscura si allinea all’idea che l’universo non è vuoto ma pieno, come aveva suggerito Reich. La scoperta dell’energia di Punto Zero sostiene la posizione di Reich secondo cui le energie classiche della fisica (calore, luce, elettricità) sono tutte forme differenti di un processo energetico primario. La recente riformulazione della creazione dell’universo da un Big Bang a un Big Bounce si basa sulla natura pulsatoria dell’espansione e contrazione dell’intero universo. Inoltre, le scoperte dell’Autopoiesi, delle “strutture dissipative” e degli “iper-cicli” sostengono l’affermazione di Reich secondo cui l’Orgone è neg-entropico. La vita stessa è entropica negativa. Questi nuovi sviluppi della scienza rispecchiano la posizione di Reich: l’Orgone si raccoglie spontaneamente, si organizza autonomamente e si autoregola. Queste funzioni della natura, come descritte dai fisici e chimici, sono alla radice della psicoterapia: la capacità del paziente di muoversi verso l’interno, esplorare, sviluppare e riorganizzare sé stesso e poi muoversi verso rinnovate relazioni. Lo psicoanalista André Green, il teorico del Sé Kohut, il neuropsichiatra Alan Shore, Carl Rogers, condividono lo stesso tema con approcci diversi: qualcosa di interiore seduce il paziente verso la salute e la guarigione. Proprio come stiamo ancora cercando di comprendere ciò che è il Sé, che cosa è il transfert, come lavora l’identificazione proiettiva, così dovremmo continuamente esplorare ciò che è alla base della disfunzione e della guarigione.

* Will Davis, 2019, Energia in Psicoterapia - Nuova fisica, nuova psicologia e visione reichiana (articolo pubblicato sulla rivista "Scienza e Conoscenza", Aprile 2019)

Will Davis è uno psicoterapeuta americano ed è uno dei relatori al Convegno di Senigallia del 15-16 Giugno. Ha 45 anni di esperienza come psicoterapeuta corporeo e come trainer in America, Giappone ed Europa. Ha fondato l’Istituto di Analisi Funzionale, che si focalizza sull’in-stroke della pulsazione della forza vitale, le origini plasmatiche del disturbi primari, le qualità energetiche del tessuto connettivo, la delicata tecnica di rilascio “Punti e Posizioni” e un’originale sintesi di terapia verbale. Membro della redazione di due riviste, della Società Italiana di Psicologi e Psichiatri e dell’EABP. Insegna come formatore nella scuola AETOS e in vari altri programmi di formazione in Europa.

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